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GIOVANNA VIVIAN

teléfono: 96 341 12 91

E-mail: giovannavivian1965@gmail.com

Las clases se imparten en RUZAFA

Calle Puerto Rico 46, pta 6

46006 VALENCIA


viernes, 11 de enero de 2013

MALGRADO TUTTO...

Vicolo a Treviso
Luglio 2012
Foto di Giovanna

Tutto va male... mi risuona in testa camminando per le strade di Valencia.
Non si sente altro.
Come se tutto andasse bene: eccellente!, quando la Spagna andava bene.
Ci sono le parole e ci sono i fatti.
Sicuramente tutto va... va...
E, malgrado tutto, nella mia "lista della quotidianità" trovo:
fiori straordinari anche a gennaio, 
bambini felici di quattro anni che ballano in un teatro e non ci possono credere,
risate di madri sulla sedia a rotelle, che ti fanno capire che esisti,
strabilianti città italiane che hai la fortuna di aver potuto conoscere,
canzoni che ti accompagnano di giorno e che canti di notte con la testa sul cuscino,
libri straordinari, vorresti sottolineare ogni parola,
mani professionali che ti massaggiano quasi con amore,
capelli di bimbi che sanno di frutta,
abbracci notturni di fiato e saliva,
caldi tè e tisane profumate,
malgrado tutto,
malgrado tutto,
tutto questo.



lunes, 17 de diciembre de 2012

HO SCRITTO UN LIBRO


Ibiscus sul mio balcone di Ruzafa
Foto di Giovanna

Come un  bel fiore è sbocciato il mio primo libro.
È una raccolta di dieci racconti brevi per bambini e non solo.
L'ho scritto in spagnolo , perché vivo in Spagna,
ma mi hanno ispirato i miei nipotini italiani: Sara, Lorenzo, Francesco,
che l'estate scorsa mi hanno fatto capire cosa i bimbi amano 
sentire, come vogliono scoprire le storie, come si appassionano 
davanti a piccole ma ricche avventure come quella di un 
ricciolo di capelli che scappa e viaggia per il mondo o  come quella
dell'onda birichina che nel mare di un'isola greca
si diverte a fare il solletico a tutti.
Nei miei racconti ci sono montagne di formaggio, tartarughe che corrono 
e coccodrilli che si rimpiccioliscono,
ma soprattutto c'è quella fantasia che tutti abbiamo dentro.
La scorsa estate mi sono fermata ad osservarla e 
ad ascoltarla e da questo osservare e ascoltare è nato
TE CUENTO UN CUENTO.
Il libro è un'auto produzione di 100 copie numerate
e firmate.
Le illustrazioni sono di Patricia Taberner.
Il libro si può acquistare presso il Ristorante Pastapalabra di Valencia
o contattandomi personalmente.



domingo, 11 de noviembre de 2012

OZIARE E RECUPERARE


Piedi gonfi di passi.
Riposo al Passo Giau - Dolomiti
luglio 2010 - foto di Giovanna

Non mi sembra un uomo libero quello
che non ozia  di tanto in tanto.
M. T. Cicerone

Prendersi il tempo di osservare come il ciclamino del mio balcone,
per il quarto anno, mi regala i fiori, che sempre più piccoli
assomigliano a quelli dei boschi, lassù a Borca,
dov'è la mia casa, luogo di ozio privilegiato, dove mi piace 
fuggire dal troppo.
Troppo lavoro, rumore, persone, voci, pensieri.
I ciclamini dei boschi profumano di infanzia.
Non si possono raccogliere, li lasciamo lì, a farsi cercare 
nelle nostre passeggiate.
Montagne dove guardare il cielo, sentire il profumo
di erba, muschio, funghi.
E basta.
Così ricaricarsi di nulla.
O di ticchettio di pioggia,
come quello di oggi, che sembra avere 
messo a tacere la città.


martes, 2 de octubre de 2012

INFINITO


Recanati - Marche
paesaggio dal colle dell'Infinito

L'INFINITO
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo accompagnando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.

                               Giacomo Leopardi
                            Recanati - 1819

Leopardi scrisse questo idillio quasi duecento anni fa, ma provate a visitare 
Recanati e a salire sul colle che ispirò le sue parole: nulla è cambiato.
Rimane la stessa sensazione di un orizzonte che si perde e che ci fa perdere, 
di un mare di verde in cui annegare i pensieri, per poi tornare a galla
cullati dal suono delle foglie che si muovono alla brezza.

Un viaggio a Recanati e nella regione delle Marche, 
luogo per lo più sconosciuto (per fortuna) dal il turismo di massa,
è una scoperta che consiglio a tutti gli amanti delle campagna, 
della tranquillità e della cultura.
E questa scoperta porta con sé una "riscoperta" della propria anima.
A me è successo.
Andate a visitare le Marche e non potrete più farne a meno.

martes, 18 de septiembre de 2012

LE PAROLE SONO IMPORTANTI

Assisi - Santa Chiara - Dicembre 2011
Foto di Giovanna

Dice Nanni Moretti nel film Palombella Rossa:
"Chi parla male, pensa male, e vive male .
Bisogna trovare le parole giuste, le parole sono importanti."

No so se tutti hanno delle parole preferite. La mia in italiano è FALEGNAME.
E in spagnolo MOGOLLÓN.
In francese me ne piacciono tante, adoro
il suono strascicato di quella lingua latina e germanica allo stesso tempo.
RIVIÈRE, VOYELLE, BORDEAUX....
E in inglese? Che ne dite di COPYCAT?
E come mi piace la parola  Peace, scritta così,
con la sua grande P maiuscola, ha una sua speciale bellezza visiva...
Si accettano proposte per la parola più bella in italiano.
Siete invitati a partecipare!


viernes, 7 de septiembre de 2012

LETTERE E NUMERI

Sara piccolina in braccio a Giovanna
foto di Camilla Vivian - ottobre 2004

Lo scorso agosto la mia nipotina Sara di 9 anni mi dice: "Lo sai Giovanna che so disegnare con il corpo le lettere dell'alfabeto?". E si mette a contorcersi , per esempio aprendosi a triangolo per formare una grande A, piegandosi in avanti e arrotondando le braccia per rappresentare la B, creando una curva con tutto il corpo per la C...e così via. Era molto carina e contenta di questa sua capacità.
Pochi giorni dopo mi sono trovata a leggere un libro di Aldo Nove, "Amore mio infinito", non un capolavoro, ma un  libretto da leggere per passare un paio d'ore di relax.
E in una pagina comincia a raccontare: "Una volta da bambino mi è venuta la febbre altissima, ero a letto e sentivo che i numeri mi venivano addosso. Il numero uno non mi faceva paura perché era piccolo, era come le caramelle che all'oratorio costavano una lira ciascuna. Il numero due era un po' più grande e spigoloso con l'uncino che si ripiegava su se stesso come il cappuccio di un monaco inginocchiato. Il numero tre era morbido, come un arco piegato due volte, come una spiaggia divisa dagli scogli. Il numero quattro era serio, seduto con le gambe incrociate a pensare. Il numero cinque un po' sciocco, camminava nella matematica con la pancia e il berretto di baseball. Il numero sei solitario e prepotente e però l'unico che aveva capito tutto della vita, un filosofo che passava tutto il giorno a pensare. Con il tempo, il numero si trasformava in una specie di sedia a dondolo. Il numero sette era il più allampanato di tutti, alto, segaligno e cinico, in fondo una persona triste, che fa battute taglienti per togliersi d'impaccio in qualche modo, per sottrarsi a una vita che detesta. Il numero otto mi sembrava una specie di Buddha anziano, uno che ne ha viste di tutti i colori e preferisce parlare poco. Il numero nove era mia madre, stanca e tesa sempre, alla ricerca della perfezione nel mettere di nuovo a posto la casa. Il dieci una locomotiva sicura di sé, spedita nel mondo dei numeri passava veloce trainando lo zero. L'undici era una coppia di gemelli che andavano male a scuola, stavano in fondo alla classe senza dire una parola e cercavano di passare molto inosservati. Il dodici un  signore anziano su un calesse che andava veloce a scompigliare i numeri che venivano prima, così. Il tredici era il più tremendo di tutti. Non  volevo vederlo, se lo pensavo chiudevo gli occhi, era un pescecane che arriva sulla spiaggia e aspetta nascosto. Quando vedevo il tredici urlavo. Allora veniva mia madre e mi diceva di dormire tranquillo, che dopo la febbre mi passava."

sábado, 1 de septiembre de 2012

LEGGERE DANTE IN TEMPO DI CRISI


Quando intorno al 1306/07 Dante inizia a scrivere la Commedia è uno sconfitto totale: è stato cacciato da Firenze, i suoi beni sono stati confiscati ed è condannato a morte.
Chi lo può difendere?  È così che nasce l'idea di scrivere un'opera che lo riscatti di fronte all'umanità, opera in cui gli abitanti della sua città, gli imperatori, i signori d'Italia, il papa, si trovano di fronte al giudizio di Dio.
Insomma, da una situazione di disfatta totale, Dante crea un 'opera che dopo tanti secoli non cessa di sorprendere, per la sua poesia, la sua arte e la sua attualità.
Perché allora, dati i tempi in cui stiamo vivendo, non mettersi a leggere o rileggere queste bellissime pagine, che sono anche rivelazione di come la lingua toscana si sia trasformata nell'italiano che oggi tutti parlano e amano, come lingua internazionale di cultura?
Consiglio vivamente, allora, questa lettura, che acquistando una piccola edizione tascabile come quella della Zanichelli, si può fare in qualunque caffè, parco e in riva al mare.

E.... chissà.... in questa immagine che riporto che libro ha Dante tra le mani.
Non siete curiosi anche voi?